Protocollo 9

(Roma, 6. XI. 1990)

(Roma, 6. XI. 1990) Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari del presente Protocollo alla Convenzione per la Salva­guardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fonda­mentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata «la Convenzione»),
Risoluti ad apportare nuovi miglioramenti alla pro­cedura prevista dalla Convenzione,
Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1

Per le Parti della Convenzione che sono vincolate dal presente Protocollo, la Convenzione è modificata in base alle disposizioni degli articoli da 2 a 5.

Articolo 2

L’articolo 31, paragrafo 2, della Convenzione recita come segue:
“2 Il rapporto è trasmesso al Comitato dei Ministri. Esso è anche comunicato agli Stati interessati, e, qua­lora riguardi un ricorso presentato in attuazione del­l’articolo 25, al richiedente. Gli Stati interessati ed il richiedente non hanno facoltà di pubblicarlo”.

Articolo 3

L’articolo 44 della Convenzione recita come segue:
“Solo le Alte parti Contraenti, la Commissione, non­ché la persona fisica, l’organizzazione non governa­tiva ovvero il gruppo di privati che ha presentato ricorso in applicazione dell’articolo 25 hanno qualità per presentarsi dinanzi alla Corte”.

Articolo 4

L’articolo 45 della Convenzione recita come segue:
«La competenza della Corte si estende a tutti gli affa­ri concernenti l’interpretazione ed l’applicazione della presente Convenzione che le siano sottoposte, nelle condizioni previste dall’articolo 48.»

Articolo 5

L’articolo 48 della Convenzione recita come segue:
A condizione che l’Alta Parte Contraente inte­ressata, se non è che una, o le Alte Parti Contraen­ti interessate, se sono più d’una, siano soggette alla giurisdizione obbligatoria della Corte o, in mancan­za di ciò, con il consenso o l’accordo dell’Alta Parte Contraente interessata, se non è che una, o delle Alte Parti Contraenti interessate, se sono più d’una, la Corte può essere adita:

 dalla Commissione;

  1. da un’ Alta Parte Contraente di cui la parte lesa è cittadino;
  2. da un’ Alta Parte Contraente che ha fatto ricor­so alla Commissione;
  3. da una Alta Parte Contraente chiamata in causa;
  4. dalla persona fisica, organizzazione non gover­nativa o gruppo di privati che ha adito la Commissione.

Se la Corte è adita solo in base al capoverso e del paragrafo 1, il caso è innanzitutto sottoposto ad un Comitato composto da tre membri della Corte. Ne farà parte d’ufficio il giudice eletto a titolo del­l’Alta Parte Contraente contro la quale si è fatto ricor­so, o, se un tale giudice manchi, una persona scelta da tale Alta Parte Contraente per parteciparvi come giudice. Se il ricorso è stato presentato contro più Alte Parti Contraenti, il numero dei membri del Comi­tato sarà incrementato di conseguenza.

Qualora il caso non presenti alcun aspetto partico­larmente grave relativo all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o se un suo esame da parte della Corte non è giustificato sotto altri aspet­ti, il Comitato può decidere all’unanimità che esso non sarà esaminato dalla Corte. In tal caso, il Comitato dei Ministri decide, alle condizioni previste dall’arti­colo 32, se vi è stata o no violazione della Convenzione

Articolo 6

Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa firmatari della Con­venzione i quali possono divenirne Parti mediante:

  1. firma senza riserva di ratifica, di accettazione, o di approvazione; oppure
  2. firma con riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, seguita dalla ratifica, dall’accettazio­ne o dall’approvazione.

Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di appro­vazione saranno depositati presso il Segretario Gene­rale del Consiglio d’Europa.

Articolo 7
  1. Il presente Protocollo entrerà in vigore il primo gior­no del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dopo la data alla quale dieci Stati membri del Consiglio d’Europa avranno il loro consenso a divenire Parti in conformità con le disposizioni del­l’articolo 6.
  2. Per ogni Stato membro che manifesterà ulterior­mente il suo consenso a divenire Parte al Protocol­lo, quest’ultimo entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dopo la data della firma o del deposito dello stru­mento di ratifica, di accettazione o di approvazione.
Articolo 8

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notifi­cherà a tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa:

  1. ogni firma;
  2. il deposito di ogni strumento di ratifica, di accet­tazione o di approvazione;
  3. ogni data di entrata in vigore del presente Pro­tocollo in conformità con il suo articolo 7;
  4. ogni altro atto, notifica o dichiarazione relativa al presente Protocollo.

In fede di che, i sottoscritti, a tal fine debitamente autorizzati, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Roma il 6 novembre 1990 in francese ed in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale del Con­siglio d’Europa ne comunicherà copia certificata conforme a ciascuno degli Stati membri del Consi­glio d’Europa.