Protocollo 2

CHE ATTRIBUISCE ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO LA COMPETENZA DI EMETTERE DEI PARERI CONSULTIVI IN TALUNE CIRCOSTANZE

(STRASBURGO, 6. V. 1963)

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari del presente Protocollo,
Viste le disposizioni della Convenzione per la Salva­guardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fonda­mentali, firmata a Roma il 4 Novembre 1950 (qui di seguito denominata «la Convenzione») ed in parti­colare l’articolo 19 che istituisce fra gli altri organi una Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (qui di segui­to denominate «la Corte»); Considerata l’opportunità di attribuire alla Corte la competenza ad emettere, a determinate condizioni, pareri consultivi,
Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1
  1. La Corte a richiesta del Comitato dei Ministri può emettere pareri consultivi su problemi giuridici relativi all’interpretazione della Convenzione e dei Protocolli.
  2. Tali pareri non possono concernere problemi relativi al contenuto o all’estensione dei diritti e delle libertà definiti nel Titolo I della Convenzione e nei suoi Pro­tocolli, né su altri problemi di cui la Commissione, la Corte o il Comitato dei Ministri potrebbero essere investiti a seguito della introduzione di un ricorso pre­visto dalla Convenzione.
  3.  La decisione del Comitato dei Ministri di richiedere un parere alla Corte è adottata con votazione a mag­gioranza dei due terzi dei rappresentanti aventi dirit­to di partecipare al Comitato
Articolo 2

La Corte decide se la richiesta di parere presentata dal Comitato dei Ministri rientra nella sua compe­tenza consultiva così come è stabilita nell’articolo 1 del presente Protocollo.

Articolo 3
  1.  Per l’esame delle richieste di pareri consultivi la Corte si riunisce in seduta plenaria.
  2.  Il parere della Corte è motivato.
  3. Se il parere non esprime in tutto o in parte l’opinio­ne unanime dei giudici, ogni giudice ha diritto di aggiungervi la motivazione della sua opinione indi­viduale.
  4. Il parere della Corte è trasmesso al Comitato dei Ministri.
Articolo 4

La Corte, se lo ritiene necessario ai fini del presente Protocollo, può estendere la propria competenza attribuitale dall’articolo 55 della Convenzione, per stabilire il suo regolamento e fissare la sua procedura.

Articolo 5
  1.  Il presente Protocollo è aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari della Con­venzione, i quali possono divenirne parti mediante :
    a. la firma senza riserva di ratifica o di accettazione;
    b. la firma con riserva di ratifica o di accettazione seguita dalla ratifica o dall’accettazione.Gli strumenti di ratifica o di accettazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.
  2.  Il presente Protocollo entrerà in vigore al momento in cui tutti gli Stati Parti della Convenzione saranno divenuti Parti del Protocollo, in conformità alle dispo­sizioni del paragrafo 1 di questo articolo.
  3. A partire dall’entrata in vigore del presente Proto­collo, gli articoli da 1 a 4 saranno considerati come facenti parte integrante della Convenzione.
  4. Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notifi­cherà agli Stati membri del Consiglio:
    a. ogni firma senza riserva di ratifica o di accetta­zione;
    b. ogni firma con riserva di ratifica o di accettazio­ne;
    c. il deposito di ogni strumento di ratifica o di accettazione;
    d. la data di entrata in vigore del presente Proto­collo, in conformità al paragrafo 2 di questo articolo.In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Strasburgo il 6 maggio 1963 in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa. Il Segretario Generale ne comu­nicherà copia certificata conforme a ciascuno degli Stati firmatari.